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25.2.26

Riccardo Cavallo


vita plutarchea e bollandista di harley quinn sfaldata nell'hamburger monache trillano le miglia da qui a babilonia dentro uova di dotate echidne allo sguardo romanzi di cavalleria favolette di ballerine medicine narrative elenchi di elenchi esposizioni universali in scenari anedonici

(1-continua) 

riccardo cavallo : https://recognitiones-ii.blogspot.com



5.3.25

Riccardo Cavallo : Il rovescio della prosa

si fa in fretta a dire rottura del tempo lineare quando anzitutto è questione di componenti minime dello spazio -- gridano l'un da una parte l'altro dall'altra dai portelloni aperti né sai dove vai dove sei se sei sono quelli del sindacato trasporti ogni sera pesce fritto per tutti ben attaccati al frigo delle bibite ed al mobile bar - e tutto era già là dipinto finanche in specularità anamorfiche sulle pareti del santuario, dal fiume più alcuna energia perniciosa, nemmeno la mancanza di idee che fondava tale credenza… piuttosto certe profondità spumeggianti che più niente esiste












Riccardo Cavallo : Allegorie della scrittura


qui la contemplazione definitiva che pone termine alle avventure della black army, un melange di uccisioni stupri e saccheggi senza nessun ordine di priorità né alcun'altra forma di ordine, troppi debiti di gioco per tornare indietro - invece qui fra caffè neri sfoglie involti ripieni e brucia incenso per la dea e ne sale fumo al di sopra della scrivania cosparsa di monete e pacchetti di sigarette se si tratti di mnemosine elencata fra i titani oppure insieme della distruttrice dei ricordi e di ogni male non c'è comunque motivo al mondo per andarsene di qui non c'è neppure il mondo








1.5.22

Riccardo Cavallo : Stanze d'attesa per l'orchessa

stanze d'attesa per l'orchessa, preludio e probabile introduzione stryx forse chissà, sicuramente un'orchessa, dell'immagine di e del sé come cancellazione del mondo, a copertura totale nel dire d'un denudamento assoluto che riveste il nulla della forma visibile che è illusione dell'anima come carne della carne come anima dell'immagine straniera che non è né l'una né l'altra né entrambe pur racchiudendole dissoluzione e dispersione nel del neutro. Epigrafe, da Pynchon: il nulla era arrivato. il nulla era già lì, da sempre.






10.9.21

riccardo cavallo

Fedra, Ippolito, fra Racine ed Euripide; il circuito incestuoso mai attualizzato ma incombente - la predatrice è Venere, per intero attaccata alla sua preda. Ma l’assassino è il pudore, nelle sue forme più svariate, vergogna, senso di colpa preventivo, ritegno; dilaniamento e suicidio gli fan compagnia. Fra 1150 e 1200 i trovatori e gli estensori delle razos e della vidas articolano i presupposti di un’altra scena: ….

que ac nom Madonna d’Aia, aquella que dis al cavalier de Cornil qu’ella no l’amaria, si el no le cornava el cul. Filigrana o fantasmatica dell’unicorno? Stilnovismo ed amor cortese in nuce? Insostenibile sia filologicamente che sul piano della critica letteraria, che d’altra parte allignando fra giornalismo e accademia non può neppure sfiorare tali questioni.


Marcel Mariën, De Sade à Lenine (1945)




10.8.21

Riccardo Cavallo : Romance zero tre quattro

Miriadi d’ancelle magiche e fulgidi araldi. Nell’annichilimento e svuotamento di ogni comunicazione. Scoperta di un motivo sigillo grafico cinese ad elva. Ferite incurabili e fallimenti che hanno lasciato il segno. lunghe storie di morte e di dolore, riflussi, i seventies… g. sul non avere un interno, ella era convessità e pienezza (perché) c’è una storia? Affermativamente. Tigri di nebbia e draghi di nubi per fogli e miraggi, questo l’ambiente. Di quel che fa d’ogni topologia un artificio, un costrutto di finzioni. Le artemidi là evocate e descritte non hanno un interno ma nondimeno è all’interno che tutto si svolge, dentro una guaina, un pettorale, una nera tunica, cavità remote ed inaccessibili, impenetrabili per il fatto di esservi già dentro. Una seconda spiegazione, non peregrina, suggerisce l’idea di un manufatto invisibile. il testo dunque un fiore qualche volta - nascosto dal gladiolo troppo grande, in un solo corpo lo scatenarsi di orde leggendarie. Bagni penali della multimedialità ed ergastoli della scrittura, quali passaggi dagli uni agli altri, ci si mettano pure le perniciose influenze delle mode e le coercizioni del mercato. Scritto in un tunnel fiocamente illuminato, più in là scorre la Roya, lampi su Tenda. Elementi di geometria, figure regolari ed irregolari, dal punto alla linea, ai poligoni ed al cerchio, linee parallele, divergenti, convergenti, allucinano un conteggio e più ancora un dislocarsi raccontano di una pittura del tutto invisibile là, fuori scena. Richiami talmudici: gigli o rose mutati in fiamme d’inferno al crepuscolo, all’alba risplendevano nella gloria dei cieli - sette angeli, sette colori, sette fiori, sette squilli di tromba, sette sigilli, sette stelle. Ed ancora un’altra volta, poiché la bellezza altro non è che il principio di un tremendo che ancora non riusciamo a sopportare, e se tanto l’adoriamo è perché essa serenamente disdegna di distruggerci. Mansit odor, posses scire fuisse deam. Mi dica cosa ha combinato. Combinato? Mi sono unito alle sirene, in fondo alla cisterna dove vive il re dei nani. In varianti che interminabili si succedono il procedere della strofa, gli abiti leggeri fradici di pioggia, la vita che danzava nelle mille carezze del desiderio eccetera, l’estate alle porte di che cosa, in due parole che sono una e sono tutte, passi di ritorno: dal luogo del delitto ai luoghi del diletto, una scelta fra noie e troie, quale vecchia figura di decomposizione e raccapriccio che si trasforma nella fanciulla splendente dalle membra inerti come per un’intensa passione e dalle bellissime gambe dentro il petalo del loto, fin qui romance primavera 2003 febbraio 2004. Strutture prigioniere di altre strutture, ipostasi falliche e teste a dirne una.








21.7.20

t.a.g. part.


operette morali, con episteme e tutto, variazioni a svendere, continua indeterminata manifestandosi determinabile attivata in un’eternità coeva. l'opera sta tutta nella bianchezza, veloce, indistinta. veloce e indistinta io parlo» torna su della polvere, se ne bagna un velo, fatta una forma, stretta tagliata giusta l’attesa. suo l'impulso, la mocciosa, scoperta, slargava gambe ricolme di corpi, d’ipotesi, topologica, probabilistica, scombinata tessuta in grani, in cancri appena trascorsi calpestata da esterni malati da cani. come invecchiano, destinati a a perpetuarsi in punteggiature, trasformarsi in locuzioni in giostre autunnali. labirinti annunciati ad ogni cambio ad ogni anno. contemplazioni millenarie elevate su draghi sangiorgeschi su preste illusioni simili a un ritorno, simili in ciò stesso a pensieri più alti e veloci a pensieri fatti di complicatissimi incesti





25.3.20

Riccardo Cavallo : On dance


on dance - on danse. dialogo figurato di un fantasma cinese e della morgana erotica fra altri di man ray (cfr. Preghiera) - nel calcolo senza fondo del gesto incisorio e di quello danzato convergono il voyant di patmos, dürer e burroughs, nel racconto invertito della fine «il testo che arriva dal futuro, annulla il tempo e polverizza lo spazio»




Man Ray, Prayer, 1930

manray.net






12.6.19

Riccardo Cavallo : 5 4 1980


Una o più distanze astrali, un respiro troppo breve, forse un desiderato da sempre chiamiamolo ritardo è ciò che dilata lo spazio fino al dilagare degli azzurri molteplici che si vedono dal balcone della sala da pranzo; qui è la quiete, di quali vuoti ben puoi immaginare, nella cui corte splendida far risonare il coro dei pensieri tinti in purpureo e vermiglio, quali istanze di quell'amore librantesi da orge, ecatombi, sacrifici e consimili cratofanie. In conformità a quanto con poverissimo fraseggiare, di tanto in tanto, cerco di evocare, dandone effigi forse mutevoli e sbiadite, quanto evanescenti, se non altro nell'istante del loro - magari domestico - rogo; fabulae, fabellae, fictiones: come tutto il resto, senza aggiungere d'altronde. Se sia l'inseparabile da me finnegan, la sindrome degli ideogrammi o la folle droga delle anamnesi tutte possibili dopo che si è scelta l'inesistenza, non si sa.
Non si sa se lettera o diario, o romanzo; o registro d'effetti, collezione di referti fossili in cui indiscernibili sono l'illeggibile e l'estasi, l'uno come luogo elettivo e predestinato dell'altro.







9.10.18

Riccardo Cavallo : Versioni del tremendo


I lunghi viali curvano, con la loro vegetazione cimiteriale, costeggiati da siepi, il gelo si diffonde ovunque. Angoli bui e freddi. Le strade raccontate come in un casuale concorrere di circostanze. La luna in cielo. Le nubi intorno alla luna. La brezza dei ventagli su ampie terrazze un altro giorno. Nell'incubo accendeva continue sigarette, assisteva ad incidenti stradali, sudava freddo senza mai smettere di parlarsi sul fondo della paura. Nell'incubo sbaglia sempre tutto, di dimenticare, di non ricordare più nulla se non l'orrore, di non riuscire più a. Al risveglio il labirinto gli parve fosse fatto di stati d'animo. Gli parve di ricordare un grembiulino a quadretti. Depend of an ancient manorial right: dipende da un antico diritto feudale, Carroll. Era l'inudibile strazio della nascita, l'urlo bagnato che i rumori di fondo riescono sempre a ricoprire (disse: il grido è una manifestazione nell'ordine delle apparenze) ed il rifelettente non va nella scrittura, chissà perché, oltre il suo debolissimo raggio di luce, la scrittura dunque non prosegue. Nulla a che vedere, nulla a che fare con che si trattasse di un testo antico, o qualcosa di simile, già nella conformazione stessa del singolo oggetto c'era un nonsoché.
In un moto di distrazione stava per riprodurre sul suo schermo un colloquio erogeno che la sua memoria ricordava (anni, anni, ancora anni); ad un certo punto l'interruzione.
L'assenza di musica è anche assenza di silenzio: forse il dolore, ululato nei recessi del segreto, proprio per non sentirlo.
Ecco che la camera buia all'improvviso scintilla di luce primaverile. Quando disse "male, male" con una voce umida di pianto, che però rimane di dentro... è proprio questo che deve essere annientato, sparire. La morsura dell'angoscia modifica contorni, questi divengono crudeli, ma c'è un loro movimento che può scacciare l'angoscia. Se il corpo è un albero la mente una scimmia, lo spirito i movimenti della scimmia. L'idea che la parte sia maggiore del tutto: riformulazione di ogni logos metonimico, con implicazioni davvero abissali, non si sa dove vada, si sa che va lontano.





Il luogo raffigurato dalla mappa non esiste. Quello in cui si trova la mappa non è mai esistito. Dove credi di trovarti. Eccole marta, maria maddalena, maria egiziaca. Si domanda se vi sia un passaggio fra lo strazio della passione e le nere scogliere di Lesbos con la bambola schiantata. Come a dire se un passaggio del tutto analogo vi fosse dall'uso intensivo della batteria nelle pulsazioni quasi impercettibili del charleston, alla scarica ovattata e repentina dei tamburi. L'emisfero oscurato. La terra trema. Le flessuose linfe. La riva silente. Lo spazio fra cielo e terra, detto l'etere. Scamandronomo il padre, Cleide la madre. Più semplicemente la dama dal trono multicolore, pare viaggiasse su un carro trainato dai passeri. L'antico poeta, nella sua perenne ubriachezza, retroattivamente visualizzò una sorta di malevic dalla rupe di Leucades donde costei si precipitò. Fu metrica o retorica, o che altro a farlo divergere dal verde bottiglia e dal bruneggiare di rocche aguzze? Nomi dimenticati Salmacis, Amimone, il liquefarsi del mondo in sorgiva pioggia. Caraibiche o tropicali le prime fioriture dei battiti su congas e bongos; successivamente trascolora e muta il tessuto sonoro secondo uno schema ritmico mediterraneo, nel precipitare della bambola dalle nere chiome che s'allontana verso i faraglioni e l'indaco del mare, un simulacro angelico, dal silenzio incantato appena un soffio di vento fra le macchie del verde, indi il rombo assordante che si pensa la fine. Il paesaggio acustico: una sterminata voliera di suoni, solcata da gesti vocali, graffita da sospiri, mugolii prolungati, voluttuosi lamenti, scandita da battiti discontinui, articolata su fluidi essenziali fraseggi di fiati e corde, intermittenti e distesi. Le strade, raccontate in un concorrere di circostanze. Dei ventagli su ampie terrazze un altro giorno. La città, non vi si entra né se ne esce: se ne percorrono stadi ciclici. Buissime le notti per quante luci vi si accendano e nella veglia ci si affatichi dal... tremendo al sonno e dal sonno al tremendo. Nell'incubo accendeva continue sigarette, assisteva ad incidenti stradali, sudava freddo contabilità dell'incubo, l'unica esistente; fino a sospiratissimi terminali. Al risveglio il labirinto di stati d' animo. Gli parve di ricordare un grembiulino a quadretti. Depend of an ancient manorial right: dipende da un antico diritto feudale, Carroll. Anche: nessuna minaccia futura potrà mai intaccare il piacere del nostro narrare. Era l'inudibile strazio della nascita, l'urlo bagnato che i rumori di fondo riescono sempre a ricoprire (disse: il grido è una manifestazione nell'ordine delle apparenze). La scrittura non prosegue, oltre questo esiguo perimetro visivo, così tenuemente illuminato. Nulla a che vedere, nulla a che fare con; che si trattasse [...]